venerdì 12 ottobre 2007

Il graffio del Gatto

Un salto nel passato...
Elezioni Presidenziali USA 2000
Attenzione: uno dei due sarà Nobel per la pace!
(L'altro no!)

giovedì 11 ottobre 2007

Il graffio del Gatto

"Hai sentito? Rosy Bindi è favorevole all'uso del Burqa!"

"Ecco un altro politico che si fa le leggi ad personam"

mercoledì 10 ottobre 2007

Politica/Schricchiolii sinistri

Se la squadra di governo avesse un allenatore sarebbe già stato esonerato. Troppi errori, troppe incomprensioni, la tattica è solo un vecchio ricordo e il clima nello spogliatoio non è certo dei migliori. Un crescendo di esternazioni e mosse non proprio azzeccate stanno rendendo incandescente un autunno che già si prevedeva caldo per il centrosinistra.

C'è il difensore (della pecunia) che, con grande simpatia, lungimiranza e conoscenza del problema, chiama "bamboccioni" i giovani che non hanno il "coraggio" di andare fuori di casa prima dei trent'anni... Già che c'era avrebbe potuto definirli "sfigati", perlomeno sarrebe stato più giovanilista...

C'è il mastino di centrocampo, che gioca di destro a sinistra, sempre più affascinato da ultrà che contestano - anche con le cattive - la squadra. Uno che dopo 15 anni sente di nuovo il dolce - per lui - profumo dell'antipolitica.

C'è quello che invece dell'antipolitica è diventato facile bersaglio. Uno che gioca più al centro del centro e rivendica il ruolo del politico di professione - d'altra parte lo fa da quando aveva ancora i calzoni corti - con conseguenti privilegi e remunerazioni adeguate. Non corre sulla fascia, preferisce l'aereo...

C'è l'ala sinistra che, dal welfare alla politica estera, è ormai avulsa a tutti gli schemi più rigidi e pensa più a compiacere i suoi tifosi che al risultato.

Ci sono pure due giocatrici in disaccordo su quello che sembra un simbolo contrario all'emancipazione delle donne e alle conquiste della nostra società. Ma libertà significa consentire a qualcuno di non essere libero?

Intanto il capitano si difende dalle dure critiche dell'UE sul debito pubblico entrando a gamba tesa sul commissiario Almunia.

Ma colui che è destinato a subentrargli non sembra volerlo aiutare in fase di copertura, anzi spiega che farà un gioco diverso, creando altre tensioni nella squadra.

E che dire dell'autogol sulle possibili irregolarità nel voto delle primarie del Partito Democratico?

O ancora che pensare della fusione fredda tra due partiti, operata per ridurre la frammentazione, che invece ha originato tre ulteriori formazioni politiche di fuoriusciti?

Dall'altra parte c'è solo da stare in silenzio e attendere. Ci riusciranno?

Di certo c'è solo una cosa. Alla fine, dopo oltre un decennio di sedicente "Seconda Repubblica", è ancora il fattore B ad essere determinante. Il paradossale, anomalo cleavage su cui si orienta la politica italiana. Eterna, insopportabile e indispensabile croce e delizia dei suoi alleati. Eterno, insopportabile e indispensabile collante dei suoi avversari.

lunedì 8 ottobre 2007

Calcio/Rossi, Bianchi e azzurri


Prima lo chiamavano "Jo Red", ora potrebbero chiamarlo "Jose Rojos", ma è sempre lui Giuseppe Rossi, talento asslolutamente italiano (anche se nato in USA) emigrato prima in Inghilterra e ora in Spagna, una Spagna che sta letteralmente incantando. Anche ieri, nonostante la sconfitta del suo Villareal, è stato protagonista di una grande prestazione e di un gol da assoluto campione. Un coast to coast da metà campo, con velocità e dribbling finale al portiere. Un numero alla Messi che lo precede di una sola rete nella classifica marcatori: dopo 7 partite 6 gol per la "Pulce" argentina, 5 per l'Americanino, cresciuto nel Parma.


Ma se Messi è già considerato un fenomeno, avvicinato a Maradona, perchè il piccolo grande Giuseppe, che gli somiglia non poco, è stato costretto a emigrare? Perchè Rossi non gioca in una squadra da Champions? Perchè Donadoni sembra ancora ignorarlo per una maglia azzurra nella Nazionale maggiore?

Le risposte "razionali" sono sempre le solite e costruiscono la storia girovaga di Giuseppe Rossi. Uno che viene "rapito" da Ferguson aprofittando del crac Parmalat per poi finire a Manchester a fare panchina. Uno che torna a Parma in prestito, quasi per gratitudine per chi l'ha cresciuto, contribuisce in modo decisivo ad una salvezza che sembrava una chimera. Uno che il buon Ghirardi non riesce a trattenere in Emilia perchè Ferguson vuole troppi soldi e preferisce piazzarlo - con un prestito mascherato da cessione - ad una squadra con poche ambizioni e poco stress, dove possa giocare con continuità e fare nuove esperienze. E l'azzurro dei grandi poi arriverà, ci vuole calma, lo pensa anche Donadoni.

Le risposte più istintive tuttavia sono diverse e sono ancora da ricercarsi nel nome. Perchè se davvero si chiamasse Jo Reds o Jose Rojos o ancora Rossimovic o Rossaldinho, forse starebbe incantando altre e più prestigiose platee. Ma il nostro calcio, Campione del Mondo e pure in declino, non sa arrestare l'emorragia di piccoli e grandi campioni. E se Lucarelli e Toni sono emigrati già nella completa maturità, è più difficile accettare la fuga di giovani fenomeni come lo stesso Rossi o Rolando Bianchi, la vera sorpesa della scorsa stagione che ha salvato la Reggina a suon di gol. E la Nazionale? In Francia, in Brasile, in Inghilterra i baby si lanciano con coraggio e un pizzico di incoscienza. In Argentina, già da tempo, c'è un certo Messi, uno che assomiglia non poco a Giuseppe Rossi.

martedì 2 ottobre 2007

Birmania


La censura è scesa sulla mattanza Birmana. Ma chi lotta per la libertà non sarà mai dimenticato e chi perde la vita per la libertà non morirà mai!


Con i monaci e con il popolo birmano!