Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione!! (Il Perozzi- Amici Miei)
Nella vita - e nella sua più riuscita declinazione sportiva che è il calcio - la dimensione del genio resta spesso qualosa di imperscrutabile, una luce folgorante che affascina e abbaglia. E' un immenso iceberg di cui i comuni mortali possono cogliere e apprezzare soltanto una parte, riuscendo ad intuire a malapena tutto ciò che è sommerso. Per questo ogni genio ha il suo volto inquietante, il suo lato oscuro, la sua parte incompresa e incomprensibile. Fuori dalle righe, fuori dagli schemi e fuori dalla realtà.
E spesso il genio calcistico trabocca dal rettangolo di gioco, regalando una vita al limite ai suoi più sublimi interpreti. George Best e Diego Armando Maradona, forse non sono esempi da mostrare ai ragazzini, ma di sicuro incarnano un fascino irresistibile, il fascino di chi non teme la banalità ed eppure la rifugge.
Antonio Cassano, nel mitologico regno della "breriana" dea Eupalla, fa certamente parte di questa cerchia di eletti. Ma il lato oscuro del Barese rischiava di inghiottire anche la sua sfolgorante luce. Ora un gol, solo un gol per capire che quelle tenebre iniziano a dissiparsi. Non è il caso di scomodare parabole evangeliche e uccidere vitelli grassi, ma il figliol prodigo che stava dilapidando il suo talento sembra essere tornato.
martedì 2 ottobre 2007
martedì 25 settembre 2007
Garlasco, Erba, Cogne & co.
"La cronaca è letteratura sotto pressione" (Oscar Wilde)
L'importante è che la cronaca non diventi fiction, reality, teatro dell'assurdo. Ma d'altra parte è l'arte di arrangiarsi: ecco, in un epoca di economia stagnante e lavoro precario abbiamo creato l'indotto del delitto! Ci pensate? Un tempo diventando assassini al limite si poteva dare lavoro a un investigatore, qualche poliziotto, quindi un magistrato e - se andava proprio male - un boia. I giornalisti? Sì certo, i "neristi" erano i soli traduttori ufficiali del "gesto efferato".
Ma ora è diverso, ora la catena fordista dell'ammazzamento è molto più lunga. Ci scappa il morto e si mette in moto una grande fabbrica che produce quotidianamente notizie, congetture, ipotesi, prove, provette, ricostruzioni, indizi...
Si dà lavoro a giornalisti che trattano il fatto, a quelli che lo analizzano per come l'hanno trattato i primi e a quelli che lo approfondiscono in base al trattamento dei primi e alle analisi dei secondi e così via. Si dà lavoro agli specialisti della scientifica certo, ma soprattutto a quelli che poi ci scrivono sopra le fiction. Si dà lavoro a psicologi, criminologi, sacerdoti, opinionisti, discussi fotografi gossippari e perfino ai costruttori di plastici. E chissà magari si trova pure un posto per madri e mariti inconsolabili o per cugine disperate e fotomontate. Il tutto con un solo, semplice ammazzamento... e poi dicono che non c'è lavoro!
L'importante è che la cronaca non diventi fiction, reality, teatro dell'assurdo. Ma d'altra parte è l'arte di arrangiarsi: ecco, in un epoca di economia stagnante e lavoro precario abbiamo creato l'indotto del delitto! Ci pensate? Un tempo diventando assassini al limite si poteva dare lavoro a un investigatore, qualche poliziotto, quindi un magistrato e - se andava proprio male - un boia. I giornalisti? Sì certo, i "neristi" erano i soli traduttori ufficiali del "gesto efferato".
Ma ora è diverso, ora la catena fordista dell'ammazzamento è molto più lunga. Ci scappa il morto e si mette in moto una grande fabbrica che produce quotidianamente notizie, congetture, ipotesi, prove, provette, ricostruzioni, indizi...
Si dà lavoro a giornalisti che trattano il fatto, a quelli che lo analizzano per come l'hanno trattato i primi e a quelli che lo approfondiscono in base al trattamento dei primi e alle analisi dei secondi e così via. Si dà lavoro agli specialisti della scientifica certo, ma soprattutto a quelli che poi ci scrivono sopra le fiction. Si dà lavoro a psicologi, criminologi, sacerdoti, opinionisti, discussi fotografi gossippari e perfino ai costruttori di plastici. E chissà magari si trova pure un posto per madri e mariti inconsolabili o per cugine disperate e fotomontate. Il tutto con un solo, semplice ammazzamento... e poi dicono che non c'è lavoro!
venerdì 21 settembre 2007
diario di notte
La notte mi è da sempre amica. E stavolta mi accompagna fra gli affascinanti misteri di questo "diario 2.0" su cui travasare idee, interessi, sentimenti. Confronto con la tecnologia o con me stesso? E cosa ne è stato dell'orgogliosa ignavia del ragazzino che non ha mai avuto tempo, nè tantomeno voglia, di scrivere le sue righe quotidiane? Sarà il fascino di un diario che diventa palco a vincere antiche ritrosie e mille altri impegni, occupazioni, distrazioni?
Non vado oltre perchè la notte è sempre più densa e mi avvolge col suo dolce, silente abbraccio.
A presto...
Non vado oltre perchè la notte è sempre più densa e mi avvolge col suo dolce, silente abbraccio.
A presto...
domenica 22 luglio 2007
Sport/Una Formula vincente (segue)

Prendete invece questo pazzo, incredibile, mondiale, il primo del dopo Schumi. La Formula (Uno) più esplosiva degli ultimi dieci anni ha avuto sin da subito degli ingredienti fortissimi. Alonso, il campione del mondo che, detronizzato il sette volte iridato e abbandonato il suo mentore Briatore, prova a vincere il terzo titolo con un'altra monoposto. Hamilton, il giovane di bellissime speranze che - pronti via - si rivela già un fenomeno di costanza, abilità, cinismo e diventa presto lo scomodissimo compagno dello spagnolo e il "cocco" di patron Dennis. Raikkonen, il gelido "Iceman" che, finora perseguitato da sfortuna e guai tecnici, va in rosso per sostituire nientemeno che sua maestà Schumi. Massa, il caliente brasiliano che non sarà Senna, ma non vuol essere neppure Barrichello e si gioca sempre tutte le sue carte. E alle spalle dei "Fantastici 4" ecco giovani rampantissimi come Heidfeld, Kubica, Rosberg, Kovalinen. Le lotte interne e i dispettucci fra i piloti McLaren, l'indecisione Ferrari sul capitano, risse verbali sul podio, rivalità che non si vedevano dai tempi di Senna, Prost, Mansell e Piquet, mica gente qualsiasi.
Per non parlare di quello che è successo in gara. Incidenti spettacolari (e senza conseguenze), gomme che si distruggono, motori che cedono sul più bello, ma soprattutto sorpassi, tanti sorpassi, anche cattivi. Piste che diventano "da pattinaggio" con il bagnato, testando nervi e abilità dei piloti. Pure la spy story, squallida finchè si vuole, ha dato pepe alla contesa, quasi fossimo in un film di 007. E l'ultimo capitolo è stato il degno epilogo: tre ancora in lizza per il titolo, come non accadeva da vent'anni. E di quei tre, dopo altri colpi di scena, vince il meno quotato: nè il campione uscente, nè il favorito rampollo entrante. Fino a poco tempo fa erano le staccate del MotoGp ad emozionare gli appassionati di motori, con un Rossi che vinceva senza annoiare mai. Oggi con la dittatura Stoner-Ducati, le due ruote hanno perso appeal, e la vecchia Formula Uno torna a stupire con la sua folle e imprevedibile anarchia.
Per non parlare di quello che è successo in gara. Incidenti spettacolari (e senza conseguenze), gomme che si distruggono, motori che cedono sul più bello, ma soprattutto sorpassi, tanti sorpassi, anche cattivi. Piste che diventano "da pattinaggio" con il bagnato, testando nervi e abilità dei piloti. Pure la spy story, squallida finchè si vuole, ha dato pepe alla contesa, quasi fossimo in un film di 007. E l'ultimo capitolo è stato il degno epilogo: tre ancora in lizza per il titolo, come non accadeva da vent'anni. E di quei tre, dopo altri colpi di scena, vince il meno quotato: nè il campione uscente, nè il favorito rampollo entrante. Fino a poco tempo fa erano le staccate del MotoGp ad emozionare gli appassionati di motori, con un Rossi che vinceva senza annoiare mai. Oggi con la dittatura Stoner-Ducati, le due ruote hanno perso appeal, e la vecchia Formula Uno torna a stupire con la sua folle e imprevedibile anarchia.
giovedì 1 febbraio 2007
Milano

Mattina fredda e avara di sole.
I nseguo un tram che fugge via
L à dove finiscono i palazzi.
A llora sono in un paese che è città
N avigli, botteghe e vecchi portoni
O ra sono anche un po’miei.
Milano è la luce che si rispecchia nei Navigli, fra i banchetti degli ambulanti e i ragazzi che si baciano sui ponti. E' San Lorenzo con le sue "Colonne" che tornano a vivere immerse nella folla e quasi vibrano per il frastuono. E' la cinta muraria, che non c'è più eppure si vede. E' l'austerità di Piazza Affari e il fascino bohemien della Darsena. E' l'eleganza asettica di Cordusio e il brulicare perenne della Stazione Centrale. E' la bellezza degli affreschi di Sant'Eustorgio e la violenza cromatica dei graffiti. E' la sorpesa di chiese antiche che spuntano, timide, fra le vie. E' il salotto buono della Galleria, con le raffinate sue insegne oro su nero. E' piazza Duomo la sera, così silenziosa, deserta e maestosa, quando piove.
I nseguo un tram che fugge via
L à dove finiscono i palazzi.
A llora sono in un paese che è città
N avigli, botteghe e vecchi portoni
O ra sono anche un po’miei.
Milano è la luce che si rispecchia nei Navigli, fra i banchetti degli ambulanti e i ragazzi che si baciano sui ponti. E' San Lorenzo con le sue "Colonne" che tornano a vivere immerse nella folla e quasi vibrano per il frastuono. E' la cinta muraria, che non c'è più eppure si vede. E' l'austerità di Piazza Affari e il fascino bohemien della Darsena. E' l'eleganza asettica di Cordusio e il brulicare perenne della Stazione Centrale. E' la bellezza degli affreschi di Sant'Eustorgio e la violenza cromatica dei graffiti. E' la sorpesa di chiese antiche che spuntano, timide, fra le vie. E' il salotto buono della Galleria, con le raffinate sue insegne oro su nero. E' piazza Duomo la sera, così silenziosa, deserta e maestosa, quando piove.
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