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domenica 23 novembre 2008

Dalla Russia...con lavoro

C’è chi viene in Italia per cercare lavoro e c’è invece chi giunge nel nostro Paese perché, per così dire, è il lavoro che ha cercato lui. Non è un gioco di parole, ma il caso di Denis, 27 anni russo, ormai da qualche mese nel quartier generale di Fabriano della Indesit, multinazionale leader nel settore elettrodomestici. Un caso raro? Sicuramente è la combinazione fra un’azienda lungimirante, che crede nel mercato globalizzato e nei talenti pescati all’estero, e la preparazione di un ragazzo che ha saputo investire su sé stesso. (segue)

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giovedì 23 novembre 2006

Dalla Russia...con lavoro

La storia inizia cinque anni e mezzo fa quando la Indesit è alla caccia di giovani brillanti per il suo nuovo stabilimento del lavaggio in allestimento a Lipetz, in Russia. «Sono stato assunto all’inizio del 2003 e non ero ancora laureato - racconta Denis - stavo completando gli studi universitari di tipo tecnico e la Indesit ha preso me, assieme ad un mio amico, per il progetto del nuovo stabilimento» L’azienda marchigiana inizia presto ad allevare i suoi talenti e, proprio come una società di calcio che scova futuri campioni all’estero, li sottopone a duri allenamenti:«Ho iniziato a seguire un corso di lingua italiana in Russia per otto ore al giorno – prosegue - poi sono venuto in Italia per sei mesi continuando la formazione con un periodo di affiancamento nello stabilimento di Brembate, vicino a Bergamo». «Sono tornato in Russia a fine 2003 quando ormai lo stabilimento era quasi pronto - ricorda - poi finalmente il 4 aprile 2004 la fabbrica è stata avviata con me come responsabile di processo del reparto qualità» La carriera di Denis brucia le tappe: nel 2006, è responsabile della qualità dell’intero stabilimento e nei primi mesi del 2008 la Indesit lo vuole nella casa madre. Il ruolo è quello di Quality manager processo e prodotto all’interno della direzione tecnica laundry:«Sono tornato in Italia quest’anno - spiega Denis - aldilà del lavoro mi trovo abbastanza bene, ho portato mia moglie e mia figlia e ed è bello stare insieme qui e poi molti colleghi li conoscevo già» Tutto bene insomma, o quasi:«L’unico problema è il permesso di soggiorno, un processo troppo lungo con la burocrazia italiana - afferma - dal punto di vista formale crea difficoltà anche per mia famiglia». A parte questo neo, il presente di Denis è felice ed è in Italia, ma per il futuro il giovane russo pensa anche al ritorno:«Almeno per i prossimi 2-3 anni non cambierei anche per la tranquillità della mia famiglia. L’Italia mi piace - conclude - un domani però non escludo di tornare in Russia, là si stanno aprendo tante possibilità».