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mercoledì 31 dicembre 2008

Un anno di cronaca a Savona

ULTIMI giorni del 2008, anno che sicuramente resterà nella storia di Savona, soprattutto per la visita di un papa dopo quasi due secoli. Ci sono stati però altri eventi che hanno scandito gli ultimi dodici mesi, dall’ingresso del nuovo vescovo Lupi alla lenta agonia della giunta Bertolotto in Provincia, dai comizi di Berlusconi e Veltroni durante la campagna elettorale, alle continue polemiche sui fronti più caldi come la piattaforma Maersk a Vado e il progetto Fuksas alla Margonara. Numerosi ovviamente gli eventi di cronaca in tutta la provincia, così come le iniziative culturali egli spettacoli. Non va infine dimenticata la storica medaglia olimpica savonese a Pechino, col bronzo dello schermidore Stefano Carozzo, conquistato nella squadra maschile di spada.

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giovedì 21 agosto 2008

Le ultime medaglie famose

L'inguaribile ottimismo degli americani di Sports Illustrated pronosticava per l'Italia addirittura 40 medaglie, il presidente del Coni Gianni Petrucci, più realista, si sarebbe accontentato di un bottino di 25-27 medaglie. A tre giorni dalla chiusura dei giochi siamo a quota 21, con 6 ori, 7 argenti e 8 bronzi. Nessuno pensava di inseguire i record azzurri - 36 medaglie in tutto a Roma '60 e Los Angeles '32, 14 ori ad Atlanta '96 - ma era perlomeno legittimo pensare di avvicinarsi all'ottima prestazione di quattro anni fa ad Atene, con 32 medaglie e 10 ori. E allora vediamo - Antonio Rossi con suo k4, l'italvolley maschile e Alex Schwazer a parte - dove si potranno raccogliere le ultime medaglie. Un tris, come si sa, lo abbiamo già in tasca, anzi in pugno, con i bronzi - come minimo - di Picardi, Russo e Cammarelle. Altre speranze concrete di incrementare il nostro medagliere saranno affidate in acqua, oltre che a Rossi, alla sempreverde Iosefa Idem, 44 anni a settembre e ottime possibilità sabato di salire sul podio. Speranze anche per le azzurre della ginnastica ritimica, già argento ad Atene nel concorso a squadre: domenica possono regalarci delle gioie, giurie permettendo. Infine l'atletica, un po' la cenerentola della spedizione azzurra. Dopo il bronzo di Elisa Rigaudo nella 20km di marcia e le chances di Alex Shwarzer impegnato domani, Giuseppe Gibilisco e Antonietta Di Martino possono provare, tra domani e domenica, a volare alto. I Giochi, come vuole la tradizione, si chiuderanno con la maratona. Quattro anni fa Baldini ci fece finire in bellezza, ma ora è tormentato dai problemi fisici. La logica lo lascia fuori dal podio, ma l'Olimpiade resta il terreno più adatto dove coltivare sogni. Sogni che, realisticamente, possono accreditarci di qui alla chiusura di altre 7 medaglie. Si arriverebbe così a quota 28: 12 in meno delle previsioni di Sports Illustrated ma una in più degli auspici della vigilia del presidente Petrucci.

(Servizio andato in onda su Studio Sport - Italia1 e AllSport News - Premium Calcio24)

lunedì 11 agosto 2008

Countdown Napoli

A Napoli l'attesa per il secondo turno preliminare di coppa Uefa sta diventando quasi frenesia. Il sito ufficiale del club azzurro conta addirittura i millisecondi che mancano alla trasferta albanese di giovedì contro il Vllaznia. Reja invece conta purtroppo gli indisponibili: Bogliacino, Mannini, Savini, Zaleyeta a Scutari non ci saranno. E all'elenco si è aggiunto pure Gargano vittima di un leggero stiramento al flessore coscia sinistra. Anche Santacroce è nella lista, finora, ma i suoi costanti miglioramenti lasciano ancora qualche speranza. Ad ogni modo dietro Reja, per evitare possibili guai a Iezzo potrà contare su Rinaudo, al rientro dalla squalifica. A centrocampo invece, vicino al ristabilito Hamsik, Blasi è favorito su Pazienza proprio per rimpiazzare lo sfortunato Gargano. In avanti Pià affiancherà Denis che vuole segnare non più solo in partitella. La fascia destra sarà invece tutta per l'altro grande colpo di Marino, Christian Maggio che vuole regalare a Napoli tante soddisfazioni. E pure il 3-5-2 di Reja sembra fatto su misura per lui. "Sono arrivato con tanta ambizione qui. Spero di fare una stagione come quella scorsa, non sarà facila, ma siamo a buon punto. Il modulo poi mi piace molto e sto migliorando, l'ho già provato lo scorso anno quindi sarà più facile" Obiettivi di squadra, ma anche individuali. E Maggio, dopo quello del Napoli, sogna anche l'azzurro della Nazionale. "Quello è il mio primo obiettivo e direi che non pensarci sarebbe quasi stupido" E a proposito di Nazionale, Lavezzi ha regalato alla sua argentina olimpica l'accesso ai quarti segnando contro l'Australia. Un gol dedicato al Napoli, un buon auspicio per la sfida di giovedì.

(Servizio andato in onda su Studio Sport - Italia1 e AllSport News - Premium Calcio24)

domenica 10 agosto 2008

Pechino: delusioni e speranze

La prima grande delusione per l'Italia olimpica è nelle lacrime di Vanessa Ferrari. Tormentata dai guai fisici e dalla sfortuna, la ginnasta bresciana cade due volte ed è fuori da tutte le finali di specialità. Vanessa accede a quella del concorso generale come 21esima, ma il sogno della medaglia sembra sfumato. Qualche piccola amarezza anche dalla piscina di Pechino. L'Italia del nuoto infatti si aspettava qualcosa di più dopo le batterie di qualificazione che avevano regalato grandi speranze azzurre per le finali di Boggiatto, Marin e Filippi nei 400misti. Sogni svaniti all'alba quando sono arrivate le gare, mostruose ed entusiasmanti, con due record mondiali. Il primo 4'03"84 è del solito Phelps che si prende primato e oro, e prosegue la caccia al record di medaglie olimpiche di Spitz. In questa gara la prima delusione azzurra con Boggiatto quarto e Marin quinto. Nonostante il nuovo record italiano, non c'è medaglia neppure per Alessia Filippi, quinta nella finale femminile, vinta dall'australiana Rice col tempo di 4'29"45, altro record mondiale. Dalla piscina però ci si aspetta l'immediato riscatto, un riscatto che ha lo sguardo deciso di Federica Pellegrini che ha agevolmente conquistato la finale dei 400 stile, gara dove vuole essere protagonista. Ma Federica non è l'unica donna a poter regalare medaglie azzurre. I riflettori sono puntati su Valentina Vezzali, che dopo due ori nelle ultime due olimpiadi insegue la personale tripletta. La fiorettista jesina si trova in casa le avversarie più temibili: la sempreverde Trillini e l'emergente Granbassi fanno infatti sognare un podio tutto azzurro. Dalle ragazze della scherma a quelle del volley che, dopo il bel successo con la Russia, sfidano il Kazakistan per rispondere ai colleghi maschi, vittoriosi 3-1 sul Giappone all'esordio. Probabile la presenza dell'italocubana Aguero, che dopo la triste vicenda personale, è tornata ad allenarsi con le compagne. In gara anche il setterosa contro le pallanuotiste Russe. Infine attenzione anche al poligono. Tiro a segno, tiro a volo o con l'arco potrebbero regalare qualche medaglia azzurra.


(Servizio andato in onda su Studio Sport - Italia1 e AllSport News - Premium Calcio24)

giovedì 31 luglio 2008

Pechino: meno 8 all'8-8-2008

La Cina ha fortemente voluto le ormai imminenti olimpiadi per mostrarsi al Mondo, ma Pechino rischia invece di non vedersi affatto per colpa dello smog. In effetti c'è poco da scherzare: il problema della densa cappa di inquinamento che avvolge la metropoli asiatica continua a preoccupare gli organizzatori a pochi giorni dalla cerimonia d'apertura. Le autorità hanno già parzialmente limitato la circolazione di auto e la produzione industriale, ma le restrizioni potrebbero essere ancora più rigide se continuerà a persistere la fastidiosa mistura di foschia, polveri e fumi. Un cocktail micidiale specie per la salute delle migliaia di atleti e visitatori. E a proposito di ospiti, a Pechino è da poche ore arrivato il primo della lista, Jacques Rogge presidente del CIO. Rogge non ha risposto alle domande dei giornalisti preoccupati dalle restrizioni su internet. Sì, perchè oltre a quella di smog, a Pechino ci si preoccupa dell'ancora più opprimente cappa della censura che si abbatte soprattutto sul web. Il capo della commissione stampa del CIO Gosper aveva ammesso un parziale oscuramento concordato con la Cina, ma gli organizzatori ribadiscono "faremo il massimo per facilitare la stampa straniera". A Pechino però di facile finora c'è poco, dalle condizioni atmosferiche alla lingua. Senza conoscere un po' di mandarino è difficile infatti capire ad esempio perchè l'Italia nella cerimonia di apertura sfilerà per 191esima su 205 partecipanti, mai così in coda nella storia a cinque cerchi. Senza alfabeto non c'è neppure ordine alfabetico e così l'elenco viene deciso dal numero di tratti nel primo carattere che compone il nome della nazione e noi ne abbiamo ben 13. In altre parole - non cinesi - più linee ci sono più si è in fondo... forse dispersi nello smog.
(Servizio andato in onda su AllSport News - Premium Calcio24)

venerdì 11 luglio 2008

Pechi...NO tu NO!

L'importante è non partecipare. Le società di calcio ribaltano il motto di De Coubertin, inventore delle olimpiadi moderne. In preparazione dell'ormai imminente appuntamento di Pechino, club italiani e stranieri si allenano soprattutto in uno sport: trattenere i propri campioni tentati dalla rassegna a cinque cerchi. Il Milan lo ha detto chiaro da tempo: nessuno si muove dal ritiro, tantomeno lo scalpitante Kakà. Berlusconi però, in versione diplomatica da G8 giapponese, ha provato ad addolcire il niet rossonero e stuzzicato da un gruppo di giornalisti brasiliani ha spiegato "Kakà non va alle olimpiadi perchè è stanco". Poche parole, forse solo una battuta, che però in Brasile è suonata come un tradimento del Pallone d'Oro alla sua nazionale. Scoppia il caso. Riccardo, cuor di leone, ruggisce contro la società rossonera e chiede che sia ufficialmente ribadita la posizione contraria del club, come a dire "Io sarei andato, loro me l'hanno impedito". Poche ore dopo un comunicato sul sito del Milan conferma il veto che ovviamente esclude Pato, arruolato dalla nazionale in quanto under 21. Veto rossonero peraltro esercitato anche sui giocatori azzurri. Bonera, Inzaghi, forse addirittura Nesta erano stati indicati come possibili fuoriquota per Casiraghi, che invece si dovrà accontentare del solo Rocchi, gentilmente concesso da Lotito. D'altra parte le Olimpiadi non sono una manifestazione Fifa e dunque nessuno obbliga i club a lasciare che i tesserati rischino menischi e caviglie in Cina. Posizione intransigente condivisa dal Barcellona, ormai in guerra con Ronaldinho deciso ad andare a Pechino a tutti i costi. Brasiliani incatenati e indispettiti, argentini invece regolarmente arruolati. La federazione albiceleste è l'unica fra le grandi ad essersi imposta sui club. E così a Pechino ci saranno ad esempio i due napoletani Lavezzi e Navarro, con la benedizione di De Laurentiis. L'Argentina, che tra l'altro avrà a disposizione anche un certo Messi, è favorita, ma si sa alle Olimpiadi l'importante è partecipare. Sempre che si abbia il permesso.

(Servizio andato in onda su Serie A News - Premium Calcio24)

giovedì 10 luglio 2008

Nazionale olimpica: sogni d'oro Gigi!

Debutteranno prima degli altri atleti, ma sperano che la loro avventura duri fino alla fine. Loro sono la nostra nazionale olimpica di calcio, i 22 che Gigi Casiraghi ha scelto di portare con sè a Pechino, per costruire un sogno. Il sogno è quell'oro olimpico che agli Azzurri manca dal lontano 1936 e a cui tantissime nazionali aspirano. E tra le avversarie da temere maggiormente c'è il solito Brasile, con o senza Ronaldinho, e soprattutto l'Argentina campione in carica. Casiraghi comunque fissa l'obiettivo massimo perchè crede nel suo gruppo. I talenti in effetti non mancano, c'è "la meglio gioventù azzurra" con Giovinco, Giuseppe Rossi, Montolivo, Cigarini, Dessena, Aquafresca e poi il fuoriquota Rocchi, che sembra far parte di questo gruppo da sempre. Come detto si comincia presto, il 7 agosto, alla vigila della cerimonia di apertura dei giochi. Esordio con l'Honduras, poi Corea del Sud il 10 agosto e Camerun il 13. Avversarie toste, ma soprattutto più abituate al clima umido, come teme Casiraghi.

(Servizio andato in onda su Studio Sport - Italia1 e AllSport News Premium Calcio24)

mercoledì 9 luglio 2008

Affari Olimpici

La Cina sta già facendo i soldi con le Olimpiadi. No, non stiamo parlando degli indubbi ritorni commerciali che deriveranno dalla rassegna a cinque cerchi, ma di cartamoneta appena stampata proprio per l'occasione. La banca centrale cinese ha infatti emesso sei milioni di nuove banconote da 10 Yuan griffate Pechino 2008 e migliaia di persone si sono accalcate davanti agli sportelli per portarsi a casa quello che potrebbe diventare un prezioso ricordo dell'evento. La Repubblica Popolare ormai si è convertita al capitalismo e un ulteriore segnale di questa svolta è proprio nel denaro. Il denaro che muove l'economia del Dragone e su cui ormai non più trova posto Mao Zedong. Sì perchè nella banconota da 10 Yuan il faccione del dittatore comunista è stato sfrattato per fare spazio allo stadio Nazionale, ai simboli di pechino 2008 e, sull'altro lato, la statua greca di discobolo a ricordo delle olimpiadi antiche. A Olimpia però gli atleti gareggiavano nudi, mentre oggi anche l'abbigliamento delle manifestazioni sportive è una questione di marketing. Lo sa bene la Russia che ha in questi giorni presentato le divise ufficiali per Pechino. A Mosca un tempo c'erano solo le austere divise del regime sovietico, oggi invece c'è spazio per i colori nazionali bianco, blu e rosso che vestiranno una rappresentativa pronta a fare incetta di medaglie. Colori che forse si intuiranno appena a Pechino a causa dello smog che ormai soffoca la metropoli asiatica e che potrebbe creare non pochi problemi agli atleti. Lo sviluppo sfrenato ha anche delle controindicazioni, i cinesi lo sanno, ma per ora pensano soprattutto a "fare" soldi, in tutti i sensi.
(Servizio andato in onda su Studio Sport e su AllSport News - Premium Calcio24)

sabato 5 luglio 2008

Villaggio olimpico

La prima prova Olimpica di Pechino 2008 non è una gara sportiva, ma l'affidabilità, il comfort e la funzionalità delle strutture costruite per la manifestazione a cinque cerchi. L'organizzazione non vuole lasciare nulla al caso, così ha invitato oltre 2000 persone a testare il villaggio olimpico fresco d'inaugurazione. Atleti, dirigenti, ma anche semplici cittadini, sono arrivati a Pechino da tutta la Cina e anche da altri paesi, mettendosi nei panni della pacifica folla di sportivi che invaderà la metropoli asiatica tra poco più di un mese. Tutto infatti è stato preparato come se il calendario indicasse già l'8 agosto e le centinaia di "cavie" olimpiche hanno ad esempio provato la mensa che potrà ospitare fino a 6000 persone e sarà attiva 24 su 24 proponendo oltre 450 tipi di cibo. Ma nel villaggio, oltre al corpo, si potrà nutrire anche lo spirito. Gli organizzatori tengono a sottolineare che saranno predisposti luoghi per praticare le cinque principali religioni: cristianesimo, islam, buddismo, giudaismo e induismo. Ovviamente nel villaggio ci sarà spazio anche per lo shopping, con negozi e boutique, e per il relax, con particolari aree attrezzate per il riposo degli atleti fra allenamenti e gare. E a proposito di gare non poteva mancare anche l'ultimo, ma fondamentale tassello, il simbolo stesso della rassegna a cinque cerchi. In questi giorni sono giunte a Pechino anche le oltre 6000 medaglie che finiranno al collo degli atleti delle Olimpiadi e delle successive Paralimpiadi. La Cina, nonostante le polemiche, è ormai pronta al grande appuntamento che la vedrà al centro del mondo e spera di meritarsi l'oro.

(Servizio andato in onda su Studio Sport - Italia 1)

giovedì 3 luglio 2008

Il sogno di Oscar

Stavolta Oscar Pistorius non ce l'ha fatta. Contro il destino, contro i pregiudizi, contro la burocrazia, il ragazzo di Pretoria ne ha vinte tante di battaglie, ma alla Notturna di Milano ha dovuto arrendersi. Il sudafricano che corre con due protesi alle gambe, è ancora lontano dal sogno delle olimpiadi: un sogno forse impossibile, che ha appassionato gli italiani, tanto che ieri sera erano in centinaia all'Arena, per sostenere Pistorius. Ma il calore dei tifosi, che ormai l'hanno adottato, non è bastato. L'atleta 22enne non è riuscito a strappare il tanto desiderato biglietto per Pechino. Pettorale numero uno e tutti gli occhi addosso, nella finale B dei 400 metri si è fermato a 47"78, di fronte al minimo di 45"55 fissato per l'accesso ai giochi.
insert. Pistorius non ha solo le gambe d'acciaio, ma anche la volontà. Sa che ora sarà dura, ma non si dà per vinto e vuole correre più forte per inseguire ancora il suo sogno.
Guarda il servizio su www.video.mediaset.it e cerca Pistorius
(Servizio andato in onda su Studio Aperto, TG4, AllSport News - Premium Calcio24)

Notturna all'Arena

Oscar Pistorius non ce l'ha fatta, almeno per ora. L'atleta sudafricano che corre con due protesi alle gambe è ancora lontano dal sogno delle olimpiadi, un sogno cocciutamente inseguito in questi mesi, prima nei tribunali sportivi e poi sulle piste. Ieri sera, durante la Notturna andata in scena all'Arena di Milano, ottenuto il via libera dal Tas, Pistorius non è riuscito a strappare il tanto desiderato biglietto per Pechino. Pettorale numero uno e tutti gli occhi addosso, il sudafricano, nella finale B dei 400 metri si è fermato a 47"78, di fronte al minimo di 45"84 fissato per l'accesso ai giochi. Dispiaciuto soprattutto per il pubblico italiano, che lo ha quasi adottato, Pistorius non si dà comunque per vinto: promette di riscattarsi al più presto e di riuscire a raggiungere le Olimpiadi. Alla Notturna però non c'era solo Pistorus col suo sogno. Nel salto in alto femminile ancora una brillante affermazione dell'azzurra Antonietta di Martino. Lo scorso anno all'Arena riuscì a battere il record di 2.03 della Simeoni, ieri sera ha vinto il concorso fissando l'asticella a 1.97.
(Servizio andato in onda su AllSport News - Premium Calcio24)