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martedì 24 giugno 2008

Eto'o in rotta col Barça

"Non sono una figurina da scambiare, sceglierò io il mio futuro". Si potrebbe riassumere così la secca risposta di Samuel Eto'o alle dichiarazioni di Pep Guardiola. Il neo allenatore del Barcellona era entrato a gamba tesa sull'attaccante camerunense, spiegando di considerarlo fuori dal suo "progetto Barça" così come gli altri epurati Deco e Ronaldinho. Ma Eto'o replica dal Kenya con altrettanta decisione e mette in guardia la società blaugrana.
"Se il club mi spinge a prendere una decisione sul momento io non credo proprio di poterlo fare - sbotta il camerunense - perché oggi non ho nulla da provare al mondo del calcio, inoltre ho già un'importante carriera alle spalle e che deve continuare. Insomma, al punto dove sono io in questo momento non lascerò che un club decida per me." Non sono un bamboccione, vuole ribadire Eto'o, certo della sua stoffa di campione ventisettenne che non ha paura di nuove sfide. "Lo dico con grande umiltà ma voi giornalisti mi avete considerato uno dei migliori giocatori al mondo e infatti ho vinto molti premi individuali - ribadisce Eto'o - Perciò non sono spaventato di prendere una decisione. Se col Barcellona la situazione non si evolverà come vorrei, troverò un'altra soluzione perché ci sono altre opportunità e sono proprio quelle che stiamo cercando di valutare quest'estate".
Opportunità magari italiane, come sperano Inter e Milan. Ad ogni modo il camerunense sembra sempre più lontano da quella maglia blaugrana che ha indossato per 4 anni segnando quasi un ottantina di reti nonostante infortuni vari. E infatti gli unici colori che Eto'o ora si vede addosso sono quelli della sua nazionale, reduce dalla vittoria 2-1 con la Tanzania nelle qualificazioni ai mondiali sudafricani. Una vittoria ottenuta proprio con una sua doppietta.
(Servizio andato in onda su Studio Sport)

lunedì 21 aprile 2008

Calcio/ Remi in Barça

Il derby non è mai una partita come le altre. Tanto meno a Barcellona dove tradizionalmente si sfidano i plurititolati blaugrana, alfieri nel Mondo dell'orgoglio catalano, e i cugini poveri dell'Espanyol, che nascono come enclave castigliana nella città delle Ramblas. Puyol e compagni avevano quindi tante motivazioni per vincere la sfida di sabato, sopratutto mantenere viva quella piccola, flebile speranza di riacciuffare gli arcinemici del Real, in decisa fuga campionato. Invece con l'Espanyol il Barça non è andato oltre lo 0-0 e, complice il successivo e secco 2-0 conquistato dalle merengues in trasferta, i catalani sono finiti a -11 dalla vetta. Come se non bastasse il sorprendente Villareal del nostro Giuseppe Rossi non ha mancato il colpo: altro 2-0 contro il Valladolid e il Sottomarino Giallo emerge con prepotenza davanti alla corazzata blaugrana costretta ora al terzo posto. Unica consolazione del week-end per Rijkaard è il ritorno della Pulce Messi dopo un lungo infortunio. Insomma il Barcellona è costretto a puntare tutto sull'Europa, ma restando alla metafora marinara, sono gli spagnoli a ritrovarsi contro tre galeoni armati di tutto punto e battenti bandiera inglese. La prima battaglia navale è contro il Manchester dell'ammiraglio di lunghissimo corso Sir Alex Ferguson. Ci vorrà tutta l'abilità tattica di Frank, i gol di Eto'o, la velocità di Messi e il talento sfrontato dei vari baby-fenomeni blaugrana. Sarà durissima, ma bisognerà provarci, almeno perchè non si possa dire che, con Ronaldinho ormai lontano nel corpo e nello spirito e Rijkaard sempre più in bilico, quest'anno in Catalogna abbiano già messo i remi in Barça.